Una nuova opportunità, molto allettante, per chi effettua dei lavori di recupero delle facciate del proprio immobile: il Bonus Facciate o detrazione 90%.

Già a partire dagli ultimi mesi dello scorso anno, i mezzi di informazione hanno iniziato a parlarci di una nuova opportunità.
Battezzato come “Bonus Facciate” è stato presentato come una possibilità di detrazione per il cittadino con una percentuale davvero allettante: il 90%. Dal 1° gennaio 2020 è in vigore la nuova Legge di Bilancio nazionale che rende possibile tale incentivo sulle spese sostenute nel corso dell’anno 2020.
Con questo articolo cerchiamo di capire come funzionerà questa nuova detrazione, per quali interventi è possibile sfruttarla, e come funziona per il cittadino.

Bonus Facciate: che cos’è

Come anticipato in premessa dal 1° gennaio 2020 è entrata in vigore la nuova Legge di Bilancio 2020 (Legge n. 160 del 27/12/2019, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30/12/2019). Fra le novità riportare nel testo di legge l’acclamato “Bonus Facciate 2020”. Questo permette, in sintesi, una detrazione Irpef del 90% per coloro che eseguono lavori di recupero sulle facciate degli edifici (condominiali e non).
Con il Bonus Facciate si potrà beneficiare di una detrazione fiscale sull’Irpef pari al 90% di tutte del spese sostenute per gli interventi in facciata.

In particolare, l’art. 1 comma 219 della Legge prevede:

“Per le spese documentate, sostenute nell’anno 2020, relative agli interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai sensi del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 90 per cento”.

Dall’estratto riportato si capisce, fra l’altro, che il Bonus Facciate (detrazione 90%) può essere applicato solo agli edifici esistenti situati in zona A o B.

Le zone A o B, in particolare, sono definite dal DM n. 1444 del 02/04/68, come:

Zona A (o Centro storico): “le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi”;

Zona B (o Zona di completamento): “le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A): si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore ad 1,5 mc/mq”.

Bonus Facciate: che cos'è

Bonus Facciate: che cos’è

Bonus Facciate: interventi ammessi

Gli interventi edilizi che possono godere del bonus facciate sono tutti quelli che comunque riguardano le “strutture opache delle facciate”. Ovvero quelle che vengono comunemente definite come “involucro opaco”.

Sono pertanto esclusi tutti gli interventi riguardanti: gli infissi, le grondaie e le latterie, gli impianti, ecc.

Sono invece inclusi tutti gli interventi sulle strutture opache delle facciate, sui balconi o sugli ornamenti e fregi. Quali, ad esempio:

  • rifacimento dell’intonaco (esterno);
  • verniciatura (di elementi esterni, ad es. ringhiere metalliche);
  • recupero o restauro di balconi;
  • ornamenti e fregi (esterni);
  • pulitura e tinteggiatura (superfici esterne).
Bonus Facciate: interventi ammessi

Bonus Facciate: interventi ammessi

Bonus Facciate: interventi di efficientamento termico

Inoltre, all’art. 1 comma 220 della Legge di Bilancio 2020, si dice che:

“nell’ipotesi in cui i lavori di rifacimento della facciata, ove non siano di sola pulitura o tinteggiatura esterna, riguardino interventi influenti dal punto di vista termico o interessino oltre il 10 per cento dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, gli interventi devono soddisfare i requisiti di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2015, pubblicato nel supplemento ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015, e, con riguardo ai valori di trasmittanza termica, i requisiti di cui alla tabella 2 dell’allegato B al decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 marzo 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 18 marzo 2008. In tali ipotesi, ai fini delle verifiche e dei controlli si applicano i commi 3-bis e 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90”.

Quindi ci viene detto, che qualora volessimo inserire nel Bonus Facciate anche interventi volti a una migliore resa termica dell’edificio, questi devono rispettare la vigente normativa specifica. In altre parole è possibile godere della detrazione 90% di Bonus anche per interventi volti a migliorare l’efficienza dell’involucro opaco, a patto che questi rispettino, tra gli altri, il D.M. 26/06/2015 (meglio conosciuto come “Decreto dei Minimi”) e i valori della tab. 2 del D.M. 26/01/2010.

A seconda della zona climatica, l’elemento opaco dopo l’intervento dovrà avere una trasmittanza inferiore al valore più restrittivo tra quelli nella seguente tabella.

Zona ClimaticaUlim (W/m2K)
strutture opache verticali
D.M. 26/01/2010
Ulim (W/m2K)
strutture opache verticali
D.M. 26/06/2015
A0,560,40
B0,430,40
C0,360,36
D0,300,32
E0,280,28
F0,270,26

Ad esempio:

  • un intervento di Insufflaggio Certificato su una facciata di un immobile a Milano (Zona Climatica E) dovrà portare ad avere una trasmittanza inferiore a 0,28 W/m2K;
  • un intervento di Insufflaggio Certificato su una facciata di un immobile a Roma (Zona Climatica D) dovrà portare ad avere una trasmittanza inferiore a 0,30 W/m2K;
  • un intervento di Insufflaggio Certificato su una facciata di un immobile a Palermo (Zona Climatica B) dovrà portare ad avere una trasmittanza inferiore a 0,40 W/m2K.
Bonus Facciate: interventi di efficientemente termico

Bonus Facciate: interventi di efficientemente termico

Bonus Facciate: come funziona

Abbiamo visto che il Bonus Facciate si applica esclusivamente a quegli interventi volti alle strutture opache delle facciate, ai balconi e agli ornamenti e fregi. Il funzionamento del Bonus Facciate è analogo a quello delle detrazioni fiscali presenti già da diversi anni. La detrazione Irpef del Bonus Facciate, infatti, è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
A partire dall’anno di sostenimento delle spese e in quelli seguenti.

Bonus Facciate: come funziona

Bonus Facciate: come funziona

Bonus Facciate: vademecum

Abbiamo introdotto o richiamato molti concetti e nozioni tecniche. Per evitare ogni confusione proponiamo una traccia da seguire per chi volesse valutare o utilizzare il Bonus Facciate per la propria abitazione.

Passo 1
L’immobile deve essere un edificio esistente ubicato in zona A o B.

Passo 2
L’intervento deve riguardare il recupero o il restauro delle facciate esterne.

Passo 3
L’intervento deve riguardare esclusivamente le strutture opache delle facciate, i balconi, gli ornamenti e fregi.

Passo 4
Se l’intervento è influente dal punto di vista termico, o coinvolge più del 10% dell’intonaco, devono essere rispettate anche le normative energetiche.

Passo 5
Il bonus è ripartito in 10 quote annuali di uguale importo.

Bonus Facciate: vademecum

Bonus Facciate: vademecum

In conclusione il Bonus Facciate si presenta come una grande opportunità di eseguire in maniera molto conveniente dei lavori che porteranno a recuperare e valorizzare le facciate del proprio immobile. In tali circostanze vale proprio la pena di valutare anche la possibilità di andare a migliorare l’efficienza energetica dell’involucro e aumentare così il comfort in casa.

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