Detrazione 50% e Insufflaggio Certificato (Parte 2: Approfondimenti). Come fare i pagamenti per la Detrazione 50% . Bonus Casa con finanziamento lavori, ecc. Proseguiamo il nostro approfondimento sul Bonus Casa dopo aver visto gli aspetti generali nella parte 1.

Ricordiamo che il Bonus Casa, valido fino a fine anno, si applica alle spese sostenute con una percentuale del 50%, come un limite massimo di 96’000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Dopo aver visto chi sono i soggetti che possono beneficiare di tale detrazione fiscale, e dopo aver esaminato per quali tipi di intervento può essere richiesta, proseguiamo con altri aspetti utili. In particolare entriamo nel vivo andando a vedere come fare i pagamenti per la Detrazione 50% e come fare il Bonus Casa con finanziamento dei lavori. Inoltre scopriamo se il Bonus Casa è cumulabile con l’Ecobonus.

Ricordiamo la possibilità di consultare, inoltre, tutta la documentazione a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come fare i pagamenti per la Detrazione 50% ?

Questo è un interrogativo che spesso viene posto. Dopo aver verificato che siamo i soggetti idonei a beneficiare del Bonus Casa, e dopo aver capito che Insufflaggio Certificato rientra fra i lavori ammessi, vediamo come fare i pagamenti per la Detrazione 50% in modo corretto.

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986);
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi acquista il bene);
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento (chi vende il bene).

Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere assolte con altre modalità.
Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio.

ATTENZIONE
Se l’ordinante del bonifico è una persona diversa da quella indicata nella disposizione di pagamento quale beneficiario della detrazione, in presenza di tutte le altre condizioni previste dalla norma, la detrazione deve essere fruita da quest’ultimo (circolare dell’Agenzia delle entrate n. 17/E del 24 aprile 2015).

Sono validi, ai fini della detrazione, anche i bonifici effettuati tramite conti aperti presso gli “Istituti di pagamento”, cioè le imprese, diverse dalle banche, autorizzate dalla Banca d’Italia a prestare servizi di pagamento.
In questi casi, però, per poter usufruire dell’agevolazione è necessario che l’istituto, in qualità di sostituto d’imposta, assolva tutti gli adempimenti riguardanti il versamento della ritenuta d’acconto (8%), della certificazione della stessa (tramite modello CU) e della trasmissione della dichiarazione (modello 770).

Resta ancora da esaminare la possibilità di avvalersi di un pratica di finanziamento per eseguire le opere, ma come fare il Bonus Casa con finanziamento lavori? Scopriamolo.

Come fare i pagamenti per la Detrazione 50%?

Come fare i pagamenti per la Detrazione 50%?

Come fare il Bonus Casa con finanziamento dei lavori?

Se i lavori sono stati pagati da una società finanziaria che ha concesso un finanziamento al contribuente, quest’ultimo potrà ugualmente richiedere l’agevolazione, in presenza degli altri presupposti, a condizione che:

  • la società che concede il finanziamento paghi l’impresa che ha eseguito i lavori con bonifico bancario o postale da cui risultino tutti i dati previsti dalla legge (causale del versamento con indicazione degli estremi della norma agevolativa, codice fiscale del soggetto per conto del quale è eseguito il pagamento, numero di partita Iva del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato);
  • il contribuente sia in possesso della ricevuta del bonifico effettuato dalla società finanziaria al fornitore della prestazione.
Ai fini della detrazione, l’anno di sostenimento della spesa sarà quello di effettuazione del bonifico da parte della finanziaria. Quindi nel caso volgiamo fare il Bonus Casa con finanziamento dei lavori dobbiamo conoscere la data in cui la società finanziaria esegue il bonifico.
Come fare il Bonus Casa con finanziamento dei lavori?

Come fare il Bonus Casa con finanziamento dei lavori?

Come si ripartisce il Bonus Casa negli anni?

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.
Il contribuente che, pur avendone diritto, non ha usufruito dell’agevolazione in uno o più anni (ad esempio, per incapienza o perché esonerato dalla presentazione della dichiarazione dei redditi), nei successivi periodi d’imposta può comunque beneficiare della detrazione, indicando in dichiarazione il numero della rata corrispondente.

Come si ripartisce il Bonus Casa negli anni?

Come si ripartisce il Bonus Casa negli anni?

Cosa succede se i lavori durano più di un anno?

Se gli interventi realizzati in ciascun anno consistono nella prosecuzione di lavori iniziati in anni precedenti, per determinare il limite massimo delle spese detraibili si deve tenere conto di quelle sostenute nei medesimi anni. Si avrà diritto all’agevolazione solo se la spesa per la quale si è già fruito della relativa detrazione non ha superato il limite complessivo previsto.
Ciascun contribuente ha diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’Irpef dovuta per l’anno in questione. Non è ammesso il rimborso di somme eccedenti l’imposta.

ESEMPIO
Se la quota annua detraibile è di 1.200 euro e l’Irpef (trattenuta dal sostituto d’imposta o comunque da pagare con la dichiarazione dei redditi) nell’anno in questione ammonta a 1.000 euro, la parte residua della quota annua detraibile (200 euro) non può essere recuperata in alcun modo.

L’importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso né conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l’anno successivo.

Cosa succede se i lavori durano più di un anno?

Cosa succede se i lavori durano più di un anno?

Il Bonus Casa è cumulabile con l’Ecobonus?

La domanda è legittima. Abbiamo più volte parlato negli articoli precedenti dell’Ecobonus, specialmente insieme a Insufflaggio Certificato. Adesso stiamo valutando un’altra forma di incentivo. Ma il Bonus Casa è cumulabile con l’Ecobonus?

La detrazione per gli interventi di recupero edilizio non è cumulabile con l’agevolazione fiscale prevista per gli stessi interventi dalle disposizioni sulla riqualificazione energetica degli edifici (detrazione attualmente pari al 65%).
Pertanto, nel caso in cui gli interventi realizzati rientrino sia nelle agevolazioni per la riqualificazione energetica che in quelle per le ristrutturazioni edilizie, il contribuente può fruire, per le medesime spese, soltanto dell’uno o dell’altro beneficio.

In un insieme organico di opere se desideriamo possiamo sfruttare entrambi gli incentivi ma in riferimento a singole opere differenti.

Facciamo un esempio:
la sig.ra Maria vuole fare a casa sua sia un Intervento di Insufflaggio Certificato delle intercapedini vuote, e sia installare un impianto di allarme“. Si chiede se il Bonus Casa è cumulabile con l’Ecobonus. La risposta è “SI“, se distingue i 2 interventi. Il primo godrà ad esempio dell’Ecobonus con fatture e bonifici distinti dal secondo (che godrà del Bonus Casa).
Il Bonus Casa è cumulabile con l’Ecobonus?

Il Bonus Casa è cumulabile con l’Ecobonus?

Quali sono i documenti da conservare per il Bonus Casa

I contribuenti che usufruiscono dell’agevolazione devono conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.
In particolare, oltre alla ricevuta del bonifico (si veda il paragrafo “Come fare i pagamenti per la Detrazione 50%), sono tenuti a conservare le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.
Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi.
Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione necessaria, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

Inoltre, il contribuente deve essere in possesso di:

  • domanda di accatastamento, se l’immobile non è ancora censito;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Imu), se dovuta;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi sulle parti condominiali;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori del possessore dell’immobile, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera). O, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.
Quali sono i documenti da conservare per il Bonus Casa

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