La Circolare Attuativa del Bonus Facciate 2020: modalità e adempimenti da conoscere per evitare brutte sorprese e non commettere errori.

Una delle opportunità da prendere seriamente in considerazione se si vogliono eseguire dei lavori alla propria abitazione è il Bonus Facciate. Noi abbiamo già pubblicato un lungo articolo sull’argomento, andando a spiegare passo-passo i contenuti della Legge di Bilancio 2020.

Per venire incontro alle esigenze degli utenti, e per risolvere i dubbi sui casi specifici, l’Agenzia delle Entrate ha appena emanato la Circolare Attuativa 14 febbraio 2020, n. 2/E:

“Detrazione per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti prevista dall’articolo 1, commi da 219 a 224 della legge 27 dicembre 2019 n. 160 (Legge di bilancio 2020)”.

Vediamo insieme quali sono gli aspetti più interessanti della Circolare Attuativa 14 febbraio 2020, n. 2/E.

Che cos’è il Bonus Facciate 2020

Il “bonus facciate” è il nuovo sconto fiscale per abbellire gli edifici delle nostre città. Consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti nel 2020 senza un limite massimo di spesa e possono beneficiarne tutti.

Può essere usufruito, infatti, da inquilini e proprietari, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, persone fisiche e imprese. Un’opportunità davvero allettante per eseguire lavori di manutenzione alle facciate esterne del proprio immobile. Vediamo cosa contiene la Circolare Attuativa 14 febbraio 2020, n. 2/E appena pubblicata.

Per averne diritto è necessario realizzare interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali.

Condizione importante è che gli immobili si trovino nelle zone A e B (indicate nel decreto ministeriale n.1444/1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali.

Che cos’è il Bonus Facciate 2020

Che cos’è il Bonus Facciate 2020

I lavori agevolati dal Bonus Facciate 2020

Sono agevolabili i lavori realizzati per il rinnovamento e il consolidamento della facciata esterna, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura, e gli interventi su balconi, ornamenti e fregi degli immobili nelle zone A e B.

Beneficiano della detrazione anche i lavori sulle grondaie e i pluviali, su parapetti e cornici. Sono comprese nella nuova agevolazione fiscale anche le spese correlate: dall’installazione dei ponteggi allo smaltimento dei materiali, dall’Iva all’imposta di bollo, dai diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi alla tassa per l’occupazione del suolo pubblico.

Non sono invece agevolabili, secondo la circolare attuativa, gli interventi effettuati durante la fase di costruzione dell’immobile o realizzati mediante demolizione e ricostruzione, compresi quelli con la stessa volumetria dell’edificio preesistente, inquadrabili nella categoria della “ristrutturazione edilizia” (articolo 3, comma, 1, lett. d del Dpr n. 380/2001).

Come si usa il Bonus Facciate 2020

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires) ed è concessa quando si eseguono interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti, anche strumentali. Sono inclusi anche gli interventi di sola pulitura o tinteggiatura esterna degli immobili nelle zone A e B.

La detrazione è riconosciuta nella misura del 90% delle spese documentate, sostenute nell’anno 2020 o, per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2020.
La detrazione va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

A differenza di altre agevolazioni per interventi realizzati sugli immobili, per il “bonus facciate” non sono previsti limiti massimi di spesa né un limite massimo di detrazione. E’ davvero una prospettiva allettante, chiarita dalla Circolare Attuativa 14 febbraio 2020, n. 2/E da poco pubblicata dall’Agenzia delle Entrate.

A differenza di altri benefici sulla casa, non è consentito cedere il credito né richiedere lo sconto in fattura al fornitore che esegue gli interventi.

Come si usa il Bonus Facciate 2020

Come si usa il Bonus Facciate 2020

A chi spetta il Bonus Facciate 2020

Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che sostengono le spese per l’esecuzione degli interventi agevolati e che possiedono a qualsiasi titolo l’immobile oggetto di intervento.

In particolare, sono ammessi all’agevolazione:

  • le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
  • gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
  • le società semplici;
  • le associazioni tra professionisti;
  • i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali).

I contribuenti interessati devono:

  • possedere l’immobile in qualità di proprietario, nudo proprietario o titolare di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • detenere l’immobile in base a un contratto di locazione, anche finanziaria, o di comodato, regolarmente registrato, ed essere in possesso del consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

Sono inoltre ammessi a fruire della detrazione, purché sostengano le spese per la realizzazione degli interventi, anche:

  • i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
  • i conviventi di fatto, ai sensi della legge n. 76/2016.

Le zone interessate e quelle escluse dal Bonus Facciate

Per avere diritto al bonus è necessario che gli edifici siano ubicati nelle zone A o B (indicate nel decreto del ministro dei Lavori pubblici n. 1444 del 1968) o in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. L’assimilazione alle zone A o B della zona territoriale nella quale ricade l’edificio oggetto dell’intervento dovrà risultare dalle certificazioni urbanistiche rilasciate dagli enti competenti.
Sono esclusi dal “bonus facciate” tutti gli interventi realizzati su edifici che si trovano nelle zone C, D, E ed F.

Le zone interessate e quelle escluse dal Bonus Facciate

Le zone interessate e quelle escluse dal Bonus Facciate

Zona A:
comprende le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.

Zona B:
include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A. In particolare, si considerano parzialmente edificate le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non sia inferiore al 12,5% (un ottavo) della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq.

Zona C:
include le parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino non edificate o nelle quali l’edificazione preesistente non raggiunge i limiti di superficie e densità previsti alla lettera B).

Zona D:
comprende le parti del territorio destinate ai nuovi insediamenti per impianti industriali o ad essi assimilati.

Zona E:
sono le parti del territorio destinate ad usi agricoli, escluse quelle in cui – fermo restando il carattere agricolo delle stesse – il frazionamento delle proprietà richiede insediamenti da considerare come zone C.

Zona F:
include le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale.

Abbiamo iniziato a vedere come il Bonus Facciate sia per certi aspetti molto diverso da altri bonus attualmente vigenti (come il bonus ristrutturazioni, ad esempio). In particolare per gli immobili nelle zone A e B.

Nei successivi articoli dedicati al Bonus Facciate, affronteremo altri aspetti ad esso correlati. Vedremo cosa succede se si eseguono anche lavori di riqualificazione energetica e risparmio energetico. Volti a migliorare le facciate anche dal punto di vista termico e di risparmio energetico. Parleremo dei valori di trasmittanza termica e di superficie disperdente lorda complessiva. Anche in riferimento alla normativa vigente (Decreto 26 giugno 2015).
Quali devono essere le attenzioni per evitare di perdere il 90 delle spese sostenute.

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