Uno dei problemi che spesso ci affliggono è la presenza di muffa e condensa in casa. Inutile tinteggiare ogni anno. Risolvi con Insufflaggio Certificato!

Infatti la presenza in casa di muffa e condensa superficiale, oltre ad essere un fastidioso problema estetico, può essere causa di diverse patologie dannose per la salute degli occupanti.

Scopri come Insufflaggio Certificato può essere un valido alleato a risolvere il problema della muffa e condensa in casa agendo direttamente alla radice dello stesso.
Leggendo l’articolo scoprirai quali sono i fenomeni alla base della nascita di tali fenomeni e quali accorgimenti prendere per evitarne la ricomparsa.

Data la grande risonanza che riveste l’argomento se ne parlerà in modo molto completo ed esaustivo. Nonostante questo si cercherà di presentare gli argomenti più “tecnici” con un linguaggio comunque scorrevole e di facile comprensione.
Buona lettura!

Gli stati di aggregazione della materia

La materia, nella gran parte dei casi, può presentarsi in tre diversi stati di aggregazione:

  • lo stato solido
  • lo stato liquido
  • lo stato gassoso

Genericamente un solido ha un volume e una forma propri. Un liquido fa un volume proprio, ma assume la forma del recipiente che lo contiene. Un gas si distribuisce uniformemente in tutto il volume che ha a disposizione.

Il passaggio da uno stato all’altro di uno stesso elemento (“cambiamento di fase”), viene determinato da variazioni della temperatura e della pressione a cui esso si trova. Infatti una diminuzione della pressione fa aumentare la distanza media fra le particelle che lo compongono (atomi e molecole), mentre un aumento di temperatura ne fa aumentare la loro energia cinetica.

Questi effetti sono in opposizione alle interazioni fra le particelle stesse. Significa che per certi valori di pressione e di temperatura prevalgono le interazioni attrattive, e l’elemento assume lo stato liquido o quello solido, nel caso contrario assume lo stato gassoso.

Nell’immagine seguente sono riportati i nomi dei possibili passaggi di stato:

Gli stati della materia

Gli stati della materia

L’aria che respiriamo

La superficie terrestre è circondata da una miscela di gas diversi che chiamiamo “aria”. Questa avvolge il pianeta come un involucro e prende il nome di atmosfera (dal greco atmòs, vapore).

L’aria che respiriamo, quindi, non è una sostanza chimica monocomponente, ma un miscuglio di gas e di microscopiche particelle solide e liquide. I componenti principali sono l’azoto, che ne costituisce più di tre quarti (78,08%) e l’ossigeno che ne rappresenta poco più di un quinto (20,94%). Accanto a questi, altri componenti minori, tra cui principalmente argo (0,93%), vapore acqueo (0,33%) e ossido di carbonio (0,03%).

Nello specifico a “livello del suolo” la composizione e quella di seguito riportata:

GAS% IN VOLUME
azoto (N2)78,084
ossigeno (O2)20,947
argo (Ar)0,934
vapore acqueo (H2O)0,330
diossido di carbonio (CO2)0,320
neo (Ne)0,001818
elio (He)0,000524
metano (CH4)0,0002
idrogeno (H2)0,00005
cripto (Kr)0,0000114
xeno (Xe)0,0000087
ozono (O3)0,000004
ossidi di azoto (monossido, NO; dissidi, NO2, protossido, N2O)tracce
monossido di carbonio (CO)tracce
ammoniaca (NH3)tracce
diossido di zolfo (SO2)tracce
solfuro di idrogeno (H2S)tracce

Dunque 1 dei componenti dell’aria che respiriamo è il vapore acqueo. Potremmo quindi dire che l’aria che respiriamo, l’aria umida, è composta da una miscela sempre costante (78% di azoto, 21% di ossigeno, 1% altri gas) che chiameremo “aria secca”, più il vapore acqueo che invece è presente in una percentuale variabile.

L’aria che respiriamo

Il vapore acqueo nelle costruzioni. La fonte della muffa e condensa in casa.

La presenza di condensa all’interno dei locali, o la crescita di muffe estremamente pericolose e insalubri, sia un problema sempre più sentito negli ultimi anni. Difatti la presenza di serramenti sempre più performanti con una elevata tenuta d’aria, unita alla cattiva abitudine di non ventilare adeguatamente i locali, determina una condizione ottimale per l’insorgere di queste patologie.

Comprendere la fisica di tali fenomeni, e saperne prevedere la comparsa di muffa e condensa in casa, è la strada giusta per valutare e programmare un intervento risolutivo come l’isolamento termico dell’involucro.
Per prevenire la formazione di condensa superficiale, e risolvere la conseguente formazione di muffa, occorre conoscere la percentuale di vapore acqueo presente nell’aria, indicata dal parametro “umidità relativa” (UR).

Oggi ci sono molti termometri “domestici”, anche a basso costo, con integrata la funzione di lettura dell’umidità (igrometro).
Nelle abitazioni l’aumento dell’umidità relativa può essere determinato, ad esempio, dalla cottura di cibi, dall’utilizzo di docce, dalla presenza di piante, dalla presenza di occupanti, ecc.

Fonte o attivitàProduzione di vapore acqueo
Bagno in vascaCirca 1’100,00 gr/bagno
DocciaCirca 1’700,00 gr/doccia
Piatto di breve preparazioneCirca 400,00-500,00 gr/ora di cottura
Piatto di lunga preparazioneCirca 450,00-900,00gr/ora di cottura
Pentola in ebollizione scoperta (diametro 20,00 cm)Circa 900,00 gr/ora
Pentola in ebollizione coperta (diametro 20,00 cm)Circa 350,00 gr/ora
LavastoviglieCirca 200,00 gr/ora
LavatriceCirca 250,00-300,00 gr/lavaggio
Panni stesi ad asciugare (5,00 kg)Circa 900,00 gr/ora
Cibi caldi in tavola per personaCirca 15,00 gr/ora
(1 persona) dormireCirca 40,00-50,00 gr/ora
(1 persona) lavoro di casalingaCirca 90,00 gr/ora
(1 persona) attività impegnativaCirca 175,00 gr/ora
(1 persona) lavoro pesante o ginnasticaCirca 400,00 gr/ora

La condensa superficiale

La comparsa di condensa superficiale dipende da due fattori: la concentrazione di vapore contenuto nell’aria e la temperatura superficiale delle strutture interne dell’ambiente abitato.
In altre parole la condensazione sulle pareti, sui solai e nei giunti dei serramenti si verifica quando l’umidità dell’ambiente supera una certa soglia critica oppure quando la temperatura delle superfici scende sotto un determinato livello.

Per averne un esempio basti pensare a due situazioni molto frequenti nella vita di tutti i giorni: quando facciamo una doccia calda e quando prendiamo una bottiglia fredda dal frigorifero.

Nel primo caso assistiamo alla formazione di condensa sulle superfici del bagno (lo specchio, le piastrelle, ecc.) perché con la nostra doccia abbiamo caricato di umidità l’aria dell’ambiente tanto che il fenomeno della condensazione si verifica anche su superfici a temperature elevate (sicuramente superiori a 20°C).

Nel secondo caso invece la condensa si verifica perché, nonostante un normale livello di umidità, la temperatura della bottiglia è molto inferiore della soglia critica, tanto che l’aria quando ne lambisce la superficie rilascia istantaneamente il proprio carico di vapore “bagnando” la bottiglia.

La condensa superficiale. Immagine di cortesia tratta dal testo

La condensa superficiale. Immagine di cortesia tratta dal testo “Manuale dell’Insufflaggio”.

La condensazione può provocare il degrado dei materiali edilizi non protetti che siano sensibili all’umidità. Essa può essere accettata temporaneamente e in piccole quantità, per esempio sulle finestre e sulle piastrelle nei bagni, se la superficie è impermeabile all’umidità e sono assunte misure adeguate per prevenire il contatto con materiali adiacenti sensibili.
Per periodi di tempo di diversi giorni con umidità relativa superficiale maggiore dell’80% c’è il rischio di formazione di muffe.

Il diagramma psicrometro: lo strumento per prevedere la muffa e condensa in casa

La formazione della condensazione del vapore acqueo presente nell’aria avviene quando l’UR raggiunge il valore del 100%, a cui corrisponde una temperatura della superficie su cui avviene il fenomeno detta “temperatura di rugiada”.
La determinazione della temperatura di rugiada può essere eseguita utilizzando il diagramma psicrometro, con il quale è possibile determinare le proprietà della miscela aria-vapore.

Il diagramma psicrometro

Il diagramma psicrometro

In tale diagramma sull’asse delle ascisse sono riportate le temperature corrispondenti ad un valore di umidità relativa (UR) pari a 0%, ovvero aria completamente secca.
Le linee curve rappresentano condizioni di umidità relativa costante, da 0% a 100%.
Le linee rette oblique rappresentano delle condizioni di raffreddamento adiabatico (trasformazione termodinamica che avviene senza scambio di calore tra il sistema e l’ambiente circostante).

Supponiamo, ad esempio, che nella tua casa ci sia una temperatura di 20 °C e una umidità relativa del 50%. Per scoprire che temperatura deve esserci sulle superfici per causare la comparsa di condensa si di esse, si utilizza il diagramma psicrometro.

Il diagramma psicrometro: un esempio di utilizzo

Il diagramma psicrometro: un esempio di utilizzo

Su questo si parte dal punto che rappresenta le attuali condizioni ambientali (cerchio nero). Poi spostandosi orizzontalmente nel diagramma fino a raggiungere la curva di saturazione (UR = 100%) si ottiene il valore di temperatura di rugiada di 9 °C.

Questo significa che se in casa avrai una qualsiasi superficie a temperatura uguale o inferiore a quella di rugiada su di essa si avrà la condensazione del vapore acqueo presente nell’aria. pertanto se vuoi risolvere il problema della muffa in casa devi assicurarti che le superfici interne siano ad una temperatura superiore di 9 °C.

Come risolvere la muffa e condensa in casa?

Abbiamo capito che la muffa e la condensa sono fonte di notevoli problematiche per il comfort e la salubrità delle nostre abitazioni.
Adesso abbiamo anche compreso qual’è la fisica dietro la formazione di queste patologie e quali strumenti utilizzare per avere dei valori di temperatura di riferimento da controllare.

Per risolvere la muffa in casa dobbiamo quindi lavorare allo scopo di non far scendere la temperatura superficiale dell’involucro al disotto di un valore critico che causa la formazione di condensa.

Per innalzare la temperatura superficiale dell’involucro (non dell’aria in esso contenuta!) e risolvere il problema della muffa, occorre provvedere ad aumentare l’isolamento termico esistente.
Il modo più efficace e conveniente è quello di “sfruttare” le risorse che già abbiamo a disposizione.

Infatti una delle tipologie edilizie più frequenti nel nostro paese, prevede la realizzazione di muri perimetrali (le tamponature) con all’interno degli strati vuoti: le intercapedini d’aria.

Sfruttando questi spazi vuoti per alloggiare un materiale isolante certificato, oltre che risolvere la muffa in casa, si ottengono numerosi vantaggi:

  • Eccellente isolamento termico, conducibilità: 𝜆D = 0,034 W/mK
  • Permeabile al vapore (riduce i rischi di condensa): 𝜇 = 1
  • Non assorbe umidità: non contribuisce alla crescita di muffe e batteri
  • È un prodotto ecologico (oltre il 90% di vetro riciclato), senza additivi chimici, senza leganti
  • Mantiene le sue prestazioni per tutto il ciclo di vita della tua casa
  • Non è infiammabile, reazione al fuoco: Euroclasse A1 (EN 13501)
  • Non si “abbassa” nell’intercapedine neanche dopo 25 anni dalla sua messa in opera: Classe di assestamento S1 (EN 14064-1)

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