Insufflaggio Certificato di un capannone industriale (Parte 1). Il lavoro di riqualificazione di un capannone e gli incredibili risultati raggiunti.

Anche una struttura complessa come quella di un capannone industriale di un impianto produttivo può godere degli innumerevoli vantaggi di un Insufflaggio Certificato.
Infatti un capannone industriale ad uso produttivo è spesso una struttura complessa dal punto di vista energetico, che può presentare notevoli criticità, spesso difficili da risolvere con le economie a disposizione.
Tali criticità nascono non solo dalla tipologia strutturale (grandi volumi racchiusi da un involucro “leggero” e poco performante), ma anche dalle lavorazioni che vi hanno luogo (spesso produttrici di grandi carichi di umidità relativa e calore).

Proseguendo la lettura scoprirai come, anche con tali premesse, Insufflaggio Certificato è riuscita nella riqualificazione di un capannone industriale, ottenendo un importantissimo risultato in termini di qualità dei risultati raggiunti e dimensioni dell’opera.

L’ isolamento termico e acustico con Insufflaggio Certificato, infatti, è possibile sia nella tua casa, o in un locale commerciale, in un capannone commerciale, in un capannone artigianale o ad uso produttivo.

Il materiale isolante per la riqualificazione di un capannone industriale con Insufflaggio Certificato

Un intervento di successo come quello della completa riqualificazione di un capannone industriale parte anche dalla corretta scelta del materiale isolante. La lana di vetro è un silicato amorfo ottenuto dal vetro, è un materiale molto versatile e viene utilizzato con grande frequenza in edilizia. Questo materiale ha la capacità d’essere un isolante termico, un isolante acustico, un materiale fonoassorbente ed incombustibile.

La lana di vetro ha, inoltre, un ottimo rapporto costo/prestazioni: a parità di prestazioni termoacustiche, ha un costo inferiore a quello di altri isolanti.

È un materiale ecocompatibile, prodotto al 90% con materie prime inorganiche (sabbia silicica), che risultano reperibili in natura in quantità praticamente infinite. La quantità di energia necessaria a produrla è nettamente inferiore a quella richiesta a molti altri materiali isolanti (rapporto di almeno 1 a 3).

Dura nel tempo, perché è un materiale inorganico per oltre il 95% e per questo garantisce l’inalterabilità nel tempo delle sue caratteristiche termiche, acustiche e meccaniche. In particolare quest’ultimo aspetto ha reso il materiale idoneo al suo utilizzo nell’intervento di riqualificazione di un capannone industriale a muso produttivo.

Il materiale isolante di Insufflaggio Certificato

Il materiale isolante di Insufflaggio Certificato

Il processo produttivo del materiale isolante

Il principio tecnologico alla base del processo con cui viene prodotta la lana di vetro è molto semplice. Inizia con la scelta delle materie prime che per il 90% sono costituite da vetro riciclato, cui si aggiunge silice (sabbia), carbonato e solfato di sodio, solfato di potassio, dolomite.

Tutte le materie prime vengono triturate in polvere e poi miscelate insieme secondo determinate proporzioni.
La miscela viene poi fatta fondere a circa 1400 °C, trasformata in magma viene centrifugata in un disco microforato in modo da ottenere i “filamenti di vetro”. Questi, dopo un primo stiramento meccanico, vengono ulteriormente lavorate meccanicamente con l’ausilio di flussi di aria (o gas) ad alta pressione
La lana di vetro sfusa di Insufflaggio Certificato (di colore bianco) è così pronta, questa infatti è assolutamente priva di leganti o resine, che invece vengono aggiunti a quella destinata ad essere trasformata in feltri o pannelli (di colore giallo).

Il processo produttivo del materiale isolante

Il processo produttivo del materiale isolante

Caratteristiche tecniche del materiale isolante

Prima di confermare la scelta del materiale isolante nel progetto di riqualificazione di un capannone industriale si sono esaminate nel dettaglio le sue proprietà caratteristiche.

Conducibilità termica e potere coibente

La capacità isolante della lana di vetro è dovuta alla bassa conduttività termica dell’aria contenuta nelle intercapedini della lana. Il materiale presenta, pertanto, proprietà termoisolanti estremamente buone, che gli conferiscono di resistere a escursioni termiche anche notevoli. La Conducibilità termica del materiale è pari a:

λD = 0,034 W/(m·K)

Protezione termica estiva

Nei confronti della protezione termica estiva, può essere considerato anche il contributo del materiale nell’attenuare e sfasare l’onda termica. Il coefficiente di profondità di penetrazione del materiale, assume valori di penetrazione compresi fra:

δ = 0,10 ÷ 0,19 m

Le prestazioni migliori si hanno aumentando la densità di posa (ρ > 30 kg/m3).

Caratteristiche meccaniche

In merito alle caratteristiche meccaniche della lana di vetro, si può affermare che l’importanza di queste deriva dal fatto di evitare eventuali cedimenti che comprometterebbero, nel tempo, i valori di resistenza termica dell’elemento isolato. Per evitare tali fenomeni è opportuno insufflare il materiale rispettando le caratteristiche di densità di posa fornite dal produttore.
Il valore di densità minima di posa e la corretta procedura di Insufflaggio Certificato, sono i principali fattori che garantiscono la stabilità del prodotto nel tempo all’interno dell’intercapedine.

Resistenza al calore e alla fiamma

Data la natura inorganica delle materie prime (principalmente sabbia e altri minerali) il carattere della lana di vetro è incombustibile, classificata A1 secondo le Euroclassi (EN 13501-1). Può definirsi un materiale sicuro in caso di incendio e che non contribuisce allo sviluppo e alla propagazione dello stesso.

A differenza dei materiali isolanti derivati dal petrolio che, in caso di incendio, sviluppano fumi altamente nocivi ed opachi, la lana di vetro è riconosciuta come non combustibile e non sprigiona fumi tossici.
Analisi comparative mostrano come la lana di vetro presenti valori di tossicità in caso d’incendio, trascurabili rispetto a quelli di altri materiali isolanti, ad esempio a base di polimeri.

Caratteristiche tecniche del materiale isolante

Caratteristiche tecniche del materiale isolante

Resistenza all’acqua

La lana di vetro è un materiale idrofobo (o idrorepellente). Anche se viene bagnata, una volta asciugata, riacquista le proprie caratteristiche termiche, acustiche e meccaniche. Tale caratteristica gli viene conferita dalla peculiarità delle fibre di vetro di non assorbire l’acqua per capillarità, e permette l’inalterabilità delle stesse che dovessero accidentalmente venire a contatto con il liquido.

Permeabilità ai gas e al vapore acqueo

Le fibre di lana di vetro non sono igroscopiche, ovvero non legano con l’umidità (vapore acqueo derivante dall’umidità dell’aria). Questa proprietà favorisce la rapida asciugatura del materiale eventualmente umido.
La speciale struttura a celle garantisce alla lana di roccia un ottimo valore di traspirabilità, caratterizzata da coefficiente di resistenza alla diffusione di vapore acqueo (UNI EN 10456:2008), nel campo secco (con UR = 0÷50%).

Isolamento acustico ed assorbimento fonico

La lana di vetro essendo un materiale poroso a celle aperte, offre ottime caratteristiche di isolamento e di assorbimento acustico. Infatti, permette di evitare la trasmissione acustica da un locale all’altro, diminuisce l’ampiezza delle vibrazioni acustiche, riduce l’intensità della trasmissione sonora e limita le riflessioni sonore nello stesso locale, riducendo il tempo di riverberazione.

Inoltre, le sue ottime prestazioni sono garantite grazie ai coefficienti di assorbimento acustico elevati per tutta la gamma delle frequenze e le ottime prestazioni fonoisolanti in funzione delle densità, degli spessori e della tipologia delle strutture nelle quali inserita. Ecco perché ad esempio, nelle multisale cinematografiche, viene usata quasi esclusivamente la lana di vetro.

Durabilità ed inattaccabilità

La lana di vetro mantiene inalterate le sue caratteristiche nel tempo, la sua capacità termica non decade nel tempo. Il prodotto è inerte, non viene attaccato da microrganismi, è resistente alla muffa, alla putredine ed agli insetti.

Infatti durante dei lavori di ristrutturazione, è possibile riutilizzare il materiale isolante se non è impregnato di umidità, oppure imbrattato o contaminato.

Come anticipato la scelta di un isolante con le siffatte caratteristiche si è rivelata la scelta vincente ed alla base del successo dei lavori di riqualificazione di un capannone ad uso produttivo.

La tecnica di intervento per la riqualificazione di un capannone industriale con Insufflaggio Certificato

Uno dei metodi di riqualificazione energetica ad oggi più conveniente, che ben si sposa alla tipologia di edifici realizzati fra gli anni ‘70 e ‘90, caratterizzati dalla presenza di una intercapedine d’aria nelle murature perimetrali, consiste nell’inserimento in questa di un materiale isolante.

Questa tecnica di isolamento, nota con il nome di “insufflaggio”, è inoltre sempre più spesso direttamente contemplata nei Regolamenti Regionali e Comunali, per le sue oggettive capacità termoisolanti.
Soprattutto perché rappresenta un sistema efficace che non incide sullo spessore complessivo delle murature e che permette una facile risposta al problema della coibentazione di molti edifici esistenti, realizzati con una tipologia muraria “a cassa vuota”.

Ma la tecnica dell’insufflaggio è efficace e risolutiva non solo nelle murature verticali, ma anche applicata ai solai orizzontali. In questi casi si lavora (“si insuffla”) sull’estradosso del solaio orizzontale per isolare la struttura sottostante andando a creare uno strato di isolante poggiato ma non confinato in un volume chiuso. Quest’ultima circostanza è proprio quella che si è verificata durante l’intervento di riqualificazione di un capannone industriale.

I campi di applicazione

In sintesi, i possibili campi di applicazione di questa tecnica sono molti, ma possiamo, per semplicità e chiarezza, dividerli in 2 grandi categorie:

1. Insufflaggio di un volume confinato, quale potrebbe essere, ad esempio, quello di una intercapedine muraria (murature perimetrali a “cassa vuota”; parete in cartongesso, parete con struttura intelaiata in legno, ecc.), di un tetto con struttura portante in legno, di un sottopavimento, ecc.

2. Insufflaggio di un volume non confinato, quale potrebbe essere quello dell’estradosso di un solaio di sottotetto, o di una parete generica se il materiale isolante viene additivato con un collante ed eventuali pigmenti che ne consentano l’adesione alla superficie.

Genericamente si può affermare che l’Insufflaggio Certificato applicato alle strutture orizzontali, quali i solai di sottotetto, è una tecnica estremamente efficace ed economicamente vantaggiosa, inoltre possiede il notevole vantaggio di permettere di “progettare” lo spessore di isolante da utilizzare. Qualità estremamente utile, specialmente quanto ci si trova a lavorare con grandi superfici, come quelle del lavoro di riqualificazione di un capannone, ove pochi centimetri di spessore corrispondono a molti metri cubi di materiale.

La tecnica di intervento di Insufflaggio Certificato

La tecnica di intervento di Insufflaggio Certificato

La zona climatica di intervento per la riqualificazione di un capannone industriale

La struttura oggetto dell’intervento di riqualificazione energetica è ubicata nella zona industriale del capoluogo della Regione Molise, Campobasso. Città notoriamente nota per il suo clima rigido di inverno e caldo d’estate. La zona climatica di intervento è stata dettagliatamente studiata nella fase di progettazione dell’intervento di riqualificazione di un capannone di mq oltre 15’000 ad uso produttivo, completo di zone uffici e servizi.

Seguono i dati climatici numerici, anche utilizzati nelle simulazioni energetiche dell’intervento.

ProvinciaRegionePopolazione
Campobasso (CB)Molise49.262 abitanti
(01/01/2018 – Istat)

SuperficieDensitàZona Climatica
56,11 km2877,91 ab./km2E

DATI INVERNALI DI PROGETTO

Temperatura esterna [°C]-4
Umidità relativa esterna [%]48,8
Gradi Giorno2346
Velocità Vento [m/s]4,212

DATI ESTIVI DI PROGETTO

Temperatura esterna [°C]29,6
Umidità relativa esterna [%]50,0
Escursione termica giornaliera [°C]9,0
Riduzione irradia. TOT per foschia [%]0,0

TEMPERATURE MEDIE MENSILI [°C]

genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
4,53,87,410,315,218,821,321,416,312,79,43,9

UMIDITA’ RELATIVA MENSILE [%]

genfebmaraprmaggiulugagosetottnovdic
80,978,173,166,664,268,153,563,480,175,684,488,4

I dati sopra riportati, ed utilizzati per le varie simulazioni e verifiche energetiche svolte, sono stati estrapolati dalla UNI 103491:2016. La norma contiene i dati climatici da utilizzare per il calcolo orario e mensile dei fabbisogni energetici degli edifici in regime standard. La nuova versione aggiorna i dati climatici contenuti nella versione precedente del 1994 ed è costituita da tre parti:

UNI 10349-1 “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici – Parte 1: Medie mensili per la valutazione della prestazione termoenergetica dell’edificio e metodi per ripartire l’irradianza solare nella frazione diretta e diffusa e per calcolare l’irradianza solare su di una superficie inclinata”.

UNI 10349-2 “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici – Parte 2: Dati di progetto”.

UNI 10349-3 “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici – Parte 3: Differenze di temperatura cumulate (gradi giorno) ed altri indici”.

La zona climatica di intervento

La zona climatica di intervento

Nella seconda parte dell’articolo entreremo nel vivo dell’intervento. Verranno presentate le problematiche riscontrate e gli aspetti esecutivi di cantiere. Non perderla!

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