Insufflaggio Certificato di un cappannone industriale (Parte 2). Il lavoro di riqualificazione di un capannone e gli incredibili risultati raggiunti.

Nella prima parte dell’articolo si è iniziato a capire quanto Insufflaggio Certificato può essere la scelta vincente anche di fronte a strutture complesse come quella di un capannone industriale ad uso produttivo. Si è parlato della scelta del materiale isolante in lana di vetro, delle peculiarità della tecnica di intervento e dello studio preliminare sulla zona climatica.

Adesso entriamo nel vivo del cantiere, primo in Europa per estensione, e vediamo quali sono gli aspetti caratteristici che lo hanno contraddistinto.

La struttura del capannone industriale

L’oggetto dell’intervento di riqualificazione energetica è sito nel capoluogo della Regione Molise, Campobasso. Trattasi di un complesso industriale costituito da più capannoni disposti in aderenza l’uno dall’altro per una superficie complessiva che supera i 15’000 mq.

Dal punto di vista costruttivo, la struttura portante verticale dell’impianto produttivo è costituita da pilastri in conglomerato cementizio armato prefabbricato disposti a maglia regolare. La chiusura perimetrale, invece, è realizzata con pannelli prefabbricati di chiusura. La copertura, oggetto specifico dell’intervento, è realizzata con tralicci d’acciaio a struttura lineare con altezza di circa 2 m. All’intradosso e all’estradosso la struttura di copertura è chiusa con lamiere grecate.

L'impianto produttivo riqualificato con Insufflaggio Certificato - La struttura

L’impianto produttivo riqualificato con Insufflaggio Certificato – La struttura

L'impianto produttivo riqualificato con Insufflaggio Certificato - Vista interna

L’impianto produttivo riqualificato con Insufflaggio Certificato – Vista interna

Le problematiche riscontrate durante i sopralluoghi

La struttura ospita l’impianto produttivo di un noto pastificio. Nelle volumetrie sono quindi alloggiate le macchine utili alla lavorazione delle semole e degli impasti, oltre a quelle specifiche per la trafilatura, l’essiccamento ed il confezionamento.
L’insieme di tutti queste macchine, e dei corrispondenti cicli produttivi, conferisce un notevole apporto di calore e grado di umidità relativa nell’ambiente, la cui temperatura media si aggira intorno ai 30 °C.

L’elevato grado di temperatura e di umidità dell’aria causava, in corrispondenza della superficie del solaio orizzontale di copertura, un immediato fenomeno di condensa superficiale. Questo perché il solaio di copertura, male isolato, aveva una temperatura inferiore alla temperatura di rugiada. Pertanto il vapore acqueo presente nell’aria, causava una immediata formazione di condensa. (Ricorda che nell’aria che respiriamo c’è una quantità di vapore, ovvero una presenza di acqua allo stato gassoso).

Tale fenomeno era talmente pronunciato che si manifestava con delle precipitazioni interne di gocce di acqua.

In sintesi  il solaio di copertura – che ricordiamo essere costituito da una doppia lamiera grecata a nascondere le travi tralicciate metalliche orizzontali – era l’unico elemento separatore fra l’aria calda dell’ambiente interno e quella fredda dell’ambiente esterno. Questo causava, specialmente nei mesi invernali, anche per colpa del quasi inesistente isolamento termico del solaio, la condensazione sulla superficie di contatto dell’aria calda sottostante.

Le immagini prima dei lavori

Seguono, inoltre, alcune immagini fotografiche scattate prima dell’inizio dell’ intervento di insufflaggio di un capannone. Queste bene illustrano il fenomeno di condensa superficiale a cui si assisteva specialmente durante i mesi della stagione invernale.

Dalle immagini proposte si evince anche la presenza dell’inefficiente isolante preesistente. Questo al momento del sopralluogo era ormai irrimediabilmente danneggiato dai fenomeni di condensa superficiale in atto nell’ impianto produttivo.

  • Le immagini prima dei lavori - Foto 1
  • Le immagini prima dei lavori - Foto 2
  • Le immagini prima dei lavori - Foto 3
  • Le immagini prima dei lavori - Foto 4

Insufflaggio Certificato di un capannone: i risultati della progettazione

Data la peculiarità dello stato dei luoghi, le gravosi condizioni in cui versava ed le importanti superfici coinvolte, dopo aver eseguito i sopralluoghi preliminari di raccolta informazioni si è proceduto con una serie di simulazioni. Queste sono state condotte al fine di progettare un intervento di riqualificazione che non solo fosse risolutivo delle problematiche riscontrate, ma anche economicamente accettabile per la committenza.

I risultati hanno messo in luce che l’unica possibilità per soddisfare entrambi gli obiettivi detti fosse l’Insufflaggio Certificato dall’interno del solaio di copertura. Infatti posizionare uno strano uniforme e omogeneo all’interno degli strati interni non solo avrebbe risolto definitivamente i problemi di condensa che affliggevano la struttura, ma anche quelle legate a fenomeni marginali come ponti termici e condense interstiziali.

In questo modo la struttura del capannone industriale sarebbe diventata prestante ed efficiente al pari di quella di un nuovo impianto, con un impegno economico più che sostenibile.

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Le simulazioni svolte, di cui si riportano i risultati di sintesi, sono state condotte con il software “inSufflo v. 1.0” allegato al testo “Manuale dell’Insufflaggio” edito da Legislazione Tecnica.

Insufflaggio Certificato di un capannone: il cantiere

L’organizzazione del cantiere è stata importante per garantire il corretto svolgimento dei lavori nelle ottimali condizioni di efficienza e sicurezza. Inoltre è stata fondamentale per non avere nessuna interferenza con i cicli produttivi in atto all’interno del complesso industriale.
Data l’enorme quantitativo di materiale isolante occorrente ci si è avvalsi di uomini e mezzi in numero superiore a quello di un normale cantiere di insufflaggio.
Basti considerare che le lavorazioni procedevano con l’utilizzo contemporaneo di ben 400 m di tubazioni collegate alle macchine insufflatrici.

Insufflaggio Certificato di un capannone: il cantiere - Una delle forniture

Insufflaggio Certificato di un capannone: il cantiere – Una delle forniture

La logistica era quella di posizionare le macchine insufflatrici, con le scorte quotidiane di materiale isolante, in adiacenza al perimetro del complesso produttivo. In corrispondenza di questa posizione le squadre entravano nel solaio di copertura con le sole tubazioni di trasporto del materiale isolante attaccate ai macchinari.
Di volta in volta che veniva completata l’area in prossimità delle macchine, estesa per quanto le tubazioni consentissero, ci si spostava sempre lungo il perimetro del complesso e si ricominciava.

Insufflaggio Certificato di un capannone: il cantiere - Una delle posizioni delle macchine

Insufflaggio Certificato di un capannone: il cantiere – Una delle posizioni delle macchine

Insufflaggio Certificato di un capannone: i lavori

Il cantiere in oggetto ha comportato l’insufflaggio di una superficie complessiva di oltre 15’000 mq, corrispondente ad una volumetria di oltre 5’000 mc.
Un lavoro mastodontico, unico in Italia e probabilmente in Europa, che ha messo in luce gli enormi vantaggi qualitativi ed economici sia della tecnica di intervento che del materiale utilizzato.

Dal punto di vista tecnico la posa di uno spessore di isolante di 35 cm ha comportato il raggiungimento di un valore di resistenza termica superiore a 8,0 m2K/W. Un valore considerevole che permesso il raggiungimento di un notevole grado di comfort interno e la completa risoluzione immediata dei problemi di condensa superficiale rilevati.

Insufflaggio Certificato di un capannone: i lavori in corso

Insufflaggio Certificato di un capannone: i lavori in corso

Si tenga a mente che il cantiere era ubicato in una città notoriamente nota per il suo clima invernale estremamente rigido, e che la temperatura interna dei locali era solitamente intorno ai 30 °C a causa del calore prodotto dai macchinari in funzione.
Da queste condizioni nascevano gli enormi problemi di condensa superficiale all’intradosso del solaio di copertura che causavano una vera e propria “pioggia” interna alla struttura.

L’ intervento di isolamento tramite l’applicazione dello strato di materiale isolante non solo ha risolto completamente la problematica evidenziata, ma lo ha fatto in tempi talmente rapidi da far restare increduli persino i più scettici.

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Si sottolinea come tale soluzione abbia consentito la piena risoluzione delle problematiche di condensa illustrate e il pieno soddisfacimento delle aspettative di spesa economica della committenza. Inoltre, data la velocità di posa tipica della tecnica, non è stata di intralcio ai cicli produttivi in atto che hanno potuto proseguire senza interruzioni anche durante lo svolgimento dei lavori di riqualificazione.

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